Monito del Papa all'Angelus: ''Le sventure della vita siano occasioni per riflettere''
''Le sventure, gli eventi luttuosi devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l'illusione di poter vivere senza Dio e per rafforzare, con l'aiuto del Signore, l'impegno di cambiare vita''. E' il monito lanciato oggi dal Papa all'Angelus.
Secondo Benedetto XVI ''di fronte al peccato, Dio si rivela pieno di misericordia e non manca di richiamare i peccatori ad evitare il male, a crescere nel suo amore e ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla morte eterna''.
Tuttavia, ''la possibilità di conversione esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell'esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per condurli a un bene più grande''.
In mattinata nel corso della messa celebrata alla parrocchia di San Giovanni della Croce, una delle poche mai visitate durante il papato di Giovanni Paolo II, il Pontefice ha sottolineato la necessità che la Chiesa si apra ai laici assegnando a questi ultimi ruoli di maggior responsabilità, il che implica un cambiamento di mentalità anche da parte del clero.
''Sin dal suo nascere, questa Parrocchia si è aperta ai movimenti ed alle nuove comunità ecclesiali - ha affermato il Pontefice nel corso dell'omelia - maturando così una più ampia coscienza di Chiesa e sperimentando nuove forme di evangelizzazione. Vi esorto a proseguire con coraggio in questa direzione - ha aggiunto - impegnandovi, però, a coinvolgere tutte le realtà presenti in un progetto pastorale unitario. Ho appreso con favore che la vostra comunità si propone di promuovere, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, la corresponsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio''.
''Come ho già avuto modo di ricordare - ha spiegato ancora Ratzinger - ciò esige un cambiamento di mentalità, soprattutto nei confronti dei laici, passando dal considerarli collaboratori del clero a riconoscerli realmente corresponsabili dell'essere e dell'agire della Chiesa, favorendo così la promozione di un laicato maturo ed impegnato'.
Da Adnkronos del 7 marzo scorso
News inviata il: Tue 09 March 2010 - 19:29










